Eccoci al primo graditissimo tutorial, dedicato alla tecnica dell’acquerello! Seguiamo insieme lo step by step della bella illustrazione della brava Mordaunt, che ringraziamo per il contributo!
« Mi scuso intanto per la qualità delle foto; purtroppo io ho solo la fotocamera del cellulare, e disegno in un posto sempre piuttosto buio. Spero che con l’ausilio del testo si capisca bene ugualmente.
FASE 1: il disegno
Prima di tutto, realizzo il disegno originale su un foglio qualsiasi.

FASE 2: trasferire il disegno
Una volta finito il disegno, lo trasferisco su carta da acquerello ricalcandolo con la tavola luminosa (o vetro della finestra, o insomma come si vuole: ma il foglio d’acquerello è molto spesso, quindi ci vuole una gran bella luminosità sottostante).

Dopodiché lo ingabbio al tavolo da lavoro con nastro adesivo di carta e con la gomma pane cancello tutto il disegno, di modo che sulla carta resti solo l’ombra delle linee (la foto l’ho scattata prima di cancellare, dopo il disegno non si deve praticamente vedere) . Va da sé che a questo punto è meglio tenersi lo schizzo originale a portata di vista, nel caso avessimo cancellato così tanto da non ricordarci più come fosse effettivamente il disegno.

FASE 3: la colorazione
A questo punto passo a colorare. Io solitamente lavoro “a zone”, o meglio “a piani”. Non passo a colorare il piano successivo se quello retrostante non è finito ed asciutto. Con una tecnica classica ad acquerelli, probabilmente un background come questo si farebbe invece dando la stessa stesura su tutto il foglio, e poi aggiungendo ai piani più vicini sempre più strati di colore per scurirli. Io preferisco invece fare diversamente per una serie di motivi:
1) Se devo ottenere effetti che necessitano che il colore di sfondo sia ancora molto bagnato, rischio che quando ho finito di colorare tutto il foglio, il punto in cui mi serviva bagnato non lo sia più abbastanza.
2) Così facendo, visto che è assai raro poter passare intere giornate a colorare senza far nient’altro, so con certezza che, finito un piano, posso anche lasciare lì il disegno a tempo indeterminato, senza preoccuparmi che si rovini o di non riuscire più ad agire come vorrei su certe zone.
3) Infine, in ogni disegno c’è sempre qualcosa che non ho mai fatto prima e che non so bene come affrontare. Trovo che affrontare le cose una alla volta man mano che si presentano, invece che tutte contemporaneamente, sia più agevole…XD
Detto ciò, si può benissimo anche comportarsi in maniera classica, ed in questo caso è meglio essere veloci ed avere pennelli belli grandi, così da riempire il foglio più rapidamente.

Per prima cosa, mi sono occupata del cielo. Ho riempito le vaschette per gli acquerelli dei colori che mi servivano ( blu con un po’ di grigio, viola, giallo), ho bagnato con un pennello imbevuto d’acqua la zona del foglio su cui volevo lavorare, e mentre era ancora bagnato ho steso il blu/grigio. Ho fatto gocciolare qui e là delle gocce di giallo e viola col pennello, ed ho tamponato la zona della luna con carta assorbente. Ho lasciato asciugare completamente.

Ogni volta che passo al piano successivo, aggiungo o modifico i colori nella vaschetta prima d’iniziare a colorare. Come seconda cosa, mi sono occupata dei palazzi più sullo sfondo. Ho di nuovo bagnato la zona del foglio d’interesse, e ho pennellato una stesura di blu e verde. Mentre era ancora bagnata, vi ho fatto gocciolare del giallo e del marrone, per dare l’impressione di sagome e lanterne lontane. Siccome c’è una “scia di magia” che esce dal flauto del pifferaio, lungo tutto il disegno, ho lasciato delle zone bianche per creare uno stacco fra il “dentro” la scia, ed il “fuori”. Ho di nuovo lasciato asciugare.

Adesso è il turno del secondo piano; ho aggiunto del blu e del grigio al colore usato per il piano precedente, ho di nuovo bagnato la zona del foglio interessata, e ho steso il colore. Mentre la stesura era ancora molto bagnata (subito!), mi sono occupata della luce delle lanterne, e questo vale per tutte le zone di luce nel disegno, anche nel piano successivo: ho fatto gocciolare dell’alcool nel punto in cui pensavo dovesse esserci l’alone di luminosità, e poi dentro l’alcool del giallo, ed infine, al centro, dell’arancio. Quando il tutto era asciutto, siccome il piano s’avvicina e dovremmo vedere più dettagli negli edifici, ho fatto le ombre e certi particolari (come la lanterna, appunto), in nero, con un pennello piccolo. Per i piani successivi, ho aggiunto alla stessa miscela di verde/blu, sempre più nero e marrone, fino ad arrivare al nero pieno del primo piano. Ho fatto le ombre di grigio, nero o marrone -a seconda del materiale da rappresentare- ed ho picchiettato qui e là del colore con una spugnetta, perché non sembrasse troppo liscio e perfetto, ma desse l’impressione di superfici più… “vissute”. Ho lasciato asciugare.

Ora è il turno delle figure. Ho deciso di usare colori molto vivaci per il pifferaio, e d’ignorare la regola naturale che vorrebbe anche i colori dei suoi vestiti modificati dalle tenebre notturne… Lo sfondo era molto scuro, ed io volevo che lui risaltasse il più possibile. Inoltre c’è una magia in atto, e la magia è più potente della notte. Ho solo deciso di contrastare un bel po’ le ombre, perché non risultasse proprio totalmente avulso dallo sfondo (…e forse col senno di poi avrei dovuto contrastarle di più).

Questa volta, per colorare il pifferaio, non ho bagnato il foglio, perché lavorare sul foglio asciutto mi permette un maggior controllo sul dettaglio. Ho steso il colore base per la pelle, e poi ho creato le ombre strato su strato, lasciando asciugare abbastanza fra una stesura e l’altra, continuando a colorare finché il contrasto non era sufficiente. Mentre attendo che uno strato s’asciughi, posso occuparmi anche di altre parti della figura, come i vestiti ed i capelli: l’importante è che le due zone non siano contigue, altrimenti tenderanno a mischiarsi. Alla fine ho aggiunto i dettagli (come le righette delle calze e dei calzoni). Per quanto riguarda i “bambini”, invece, volevo avessero un aspetto molto indistinto, a rappresentare il fatto che l’incantesimo ha già fatto perder loro l’identità. Volevo che apparissero anche un po’ “persi nelle tenebre”, per cui ho lavorato bagnato su bagnato, alternando stesure viola e blu a quelle dei loro volti e vestiti. Infine, ho tamponato di rosso con una spugnetta la luna, perché non si notava e perché trovavo aumentasse la drammaticità giocosa (non so se esiste una cosa del genere, ma non saprei come altro definirla!XD) del disegno.
FASE 4: Ultimi ritocchi
Ho lasciato asciugare completamente i colori, dopodiché ho usato la china bianca per recuperare occhietti, bocche e contorni dei cuoricini (che volevo si notassero il più possibile) dei bambini. L’ho usata inoltre per cancellare il colore da certi punti dove non avrebbe dovuto andare (tipo lungo la “scia di magia”) e ho picchiettato di casuali macchioline con un pennellino le zone di luce e la scia di magia del flauto. Infine ho sparso con le dita polvere di gessetti bianco e giallo intorno all’incantesimo, per aumentare la luminosità. Ho lasciato asciugare completamente, tutta una notte, prima di staccare il disegno dal tavolo.»

March 18, 2009 at 9:53 pm |
Stupendo, scorrevole e soprattutto utile! *__*
March 18, 2009 at 11:02 pm |
Davvero molto interessante
March 20, 2009 at 9:24 pm |
Concordo con la nillll *_*! Prima o poi proverà ad usare gli acquerellini seguendo questo tutorial!
March 21, 2009 at 12:47 pm |
Utilissimo, mi ha fatto venir voglia di usare gli acquerelli!
May 24, 2009 at 5:00 pm |
E’ la spiegazione migliore che io abbia mai visto sull’uso degli acquerelli. Puoi fare carriera anche come insegnante!
Davvero complimenti, non solo per il disegno che è meraviglioso, ma anche per come hai spiegato i passaggi. Credo di avere imparato molto..grazie
June 20, 2009 at 12:02 pm |
oddio ti ho trovata anche qua*w* ciau sono narcissa di deviant art complimentoni il tuo tutorial è chierissimo e ben fatto ti ringrazio ne avevo proprio bisogno per un llavoro di scuola ^^ brava continua così!!!!